
Medicina, astronomia, ambiente: in questi ambiti le migliori ricerche secondo la rivista americana.
Un italiano al quinto posto ma il Paese può fare di più.
Nuove prospettive nella prevenzione dell’Aids, le polveri di un asteroide, il genoma dell’uomo arcaico, i segreti della fotosintesi, le nubi dell’universo primordiale, l’ecosistema dei batteri intestinali, un vaccino contro la malaria, i pianeti di altre stelle, i cristalli di zeoliti e l’eliminazione delle cellule che fanno invecchiare.
Sono, nell’ordine, le dieci scoperte più importanti del 2011 secondo la classifica che la rivista americana «Science» stila a fine anno. Dopo una lunga eclisse la ricerca sull’Aids torna sotto i riflettori. Non è ancora il vaccino più volte annunciato come imminente, ma uno studio clinico su 1750 coppie dal quale risulta che i pazienti sieropositivi in cura con farmaci antiretrovirali (Arv) hanno il 96% di probabilità in meno di trasmettere la malattia ai loro partner. Quindi la cura serve anche alla prevenzione, gli Arv potrebbero fermare l’Aids là dove è ancora in espansione, cioè in Africa e nei paesi poveri dell’Asia e del Sud America.
Al secondo posto «Science» mette le 52 particelle di polvere che la sonda spaziale Hayabusa ha aspirato sull’asteroide Itokawa e portato sulla Terra. Data per persa, dopo sette anni di viaggio la navicella è invece riuscita a consegnare il suo carico minuscolo ma preziosissimo. Analizzati in laboratorio, i 52 granelli di polvere hanno permesso di accertare che le meteoriti sono schegge di asteroidi simili a Itokawa.
Nella Top Ten l’astronomia torna altre due volte. Compare al quinto posto con la prima osservazione delle nubi di idrogeno ed elio uscite dal Big Bang eseguita dall’italiano Michele Fumagalli e dai colleghi americani Xavier Prochaska e John O’Mearacon tramite i giganteschi telescopi Keck alle Hawaii, e all’ottavo posto con la scoperta di pianeti abbastanza simili alla Terra avvistati dalla navicella spaziale Kepler della Nasa.
Le nostre origini sono oggi più chiare grazie all’analisi del DNA dell’Uomo di Denisova (Asia) e dell’Australopithecus sediba (Sudafrica): geni primitivi e moderni convivono più di quanto si fosse immaginato (terzo posto). Una proteina coinvolta nella fotosintesi clorofilliana e studiata da scienziati giapponesi si è guadagnato il quarto posto: scinde l’acqua in idrogeno e ossigeno e potrebbe aiutarci a produrre energia pulita.
Il microcosmo di batteri che occupa il nostro sistema digerente, essenziale per la salute, ha dato origine alla scoperta che occupa la sesta posizione nella Top Ten. Segue un vaccino per la malaria in fase di sperimentazione su 19 mila bambini (la malaria fa tuttora un milione di vittime l’anno). I cristalli di zeoliti, usati per la loro porosità nell’estrazione della benzina dal petrolio e in molte lavorazioni industriali hanno conquistato il nono posto. Al decimo ancora la salute: esperimenti sui topi hanno dimostrato che eliminando le cellule vecchie tramite una proteina-bersaglio, si ottiene un ringiovanimento dell’organismo nonché il rinvio della cataratta e altri malanni dell’età avanzata. Non è la pillola della giovinezza ma un passo verso una migliore qualità della vita.
Fonte: Piero Bianucci - La Stampa